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Dalla parte della salute

Il cloro è ormai molto familiare all'uomo come antisettico in quanto da più di 150 anni viene impiegato per combattere virus, batteri e molti altri microrganismi patogeni. Per la sua efficacia disinfettante, il cloro è ormai onnipresente nella nostra vita quotidiana: lo si ritrova nel trattamento dell'acqua potabile, nella disinfezione di abitazioni, ospedali, scuole e di molti altri luoghi pubblici. La prima utilizzazione volta a questi scopi fu nel 1846 nel reparto maternità dell'ospedale cittadino di Vienna per arginare la diffusione della febbre puerperale e da allora ad oggi è divenuto uno dei mezzi più importanti a disposizione dell'uomo per assicurare ovunque un adeguato livello di sanità pubblica. Negli ospedali i derivati del cloro (ipocloriti e clorammine) vengono utilizzati per la pulizia e la disinfezione degli ambienti: tra i molti ed indubbi vantaggi offerti da tali composti abbiamo la capacità di prevenire le contaminazioni batteriche di ferite non cicatrizzate nei pazienti, la capacità di rendere asettici macchinari e strumenti destinati a venire a contatto con i pazienti, minimizzando così i rischi di contagio per il malato. Sempre rimanendo in ambito ospedaliero, materie plastiche a base di cloro sono utilizzate per la fabbricazione di cateteri per flebo endovenose, sacche per il sangue, tubi e imballaggi sterili, protesi, cateteri cardiaci, siringhe monouso, refrigeranti per trapianti di organo, cuori artificiali, guanti sterili monouso, tende ad ossigeno, tubicini per trasfusioni e numerosi altri strumenti. Le caratteristiche che rendono tali materie plastiche preferibili ad altri materiali sono l'affidabilità e la capacità di consentire soluzioni tecnologiche altrimenti difficilmente praticabili.

Molte preparazioni farmaceutiche ad azione disinfettante contengono cloro: è il caso dei cloruri di ammonio quaternari (benzalconio cloruro, benzalammonio cloruro, cetiltrimetilammonio cloruro e altri) che vengono largamente impiegati per la disinfezione delle mucose, del cavo orale e delle ferite; di recente è stato anche introdotto in terapia del cotone trattato con N-cloroammine, derivati azotati clorurati in grado di liberare acido ipocloroso e destinato alla disinfezioni di ferite ed ustioni; per quest'ultimo esempio è prevista anche la fabbricazione di tessuti direttamente trattati con N-cloroammine e destinati ad ambienti ospedalieri che devono essere rigorosamente asettici, come le camere sterili o le sale operatorie. Il cotone emostatico contiene tricloruro ferrico (FeCl3), che, provocando una rapida agglomerazione, riesce a tamponare le perdite di sangue da ferite e abrasioni. Molti saponi ad azione batteriostatica e battericida contengono composti organoclorurati; tra questi il fenticlor e la clorexidina, importanti perché dotati di una bassissima o nessuna tossicità nei confronti dell'uomo e pertanto utilizzabili come disinfettanti di lesioni interne, ustioni profonde e come antisettico durante operazioni chirurgiche.

In campo farmaceutico materie plastiche a base di cloro, tra cui il PVC, vengono utilizzate per la fabbricazione dei blisters delle confezioni di forme farmaceutiche come compresse e suppositori di cui garantiscono l'integrità evitando che i componenti del medicinale vengano a contatto con agenti esterni a tutto discapito della stabilità chimica e fisica degli stessi, ovvero della loro durata.

L'85% dei farmaci oggi impiegati in terapia viene sintetizzato utilizzando la chimica dei composti organici del cloro. Tra questi più di un terzo dei principi attivi efficaci contro patologie del sistema nervoso centrale contengono atomi di cloro nella loro struttura. Altri importantissimi farmaci, come quelli usati per la lotta ai tumori, contengono cloro: il cis-platino, usato nella cura del cancro alle ovaie ed ai testicoli, il triclorodibromottene (estratto da un'alga rossa marina) tuttora allo studio nella terapia di tumori resistenti ai chemioterapici tradizionali come il tumore del cervello, del rene o del colon, infine la 2-clorodeossiadenosina, attivo contro varie forme leucemiche.

Altri farmaci più "tradizionali" contenenti cloro sono il cloramfenicolo, antibiotico di derivazione naturale prodotto dal fungo Streptomyces venezuelae, particolarmente efficace per la cura della meningite, la cloroguanidina e la clorochina, a tutt'oggi ampiamente usati nella terapia della malaria nonostante la loro introduzione per questi scopi risalga ormai agli anni '40.

Il cloruro di etile (CH3CH2Cl), liquido bassobollente dall'odore molto caratteristico, viene utilizzato in campo dentistico come anestetico locale. Sempre rimanendo nel campo degli anestetici, il cloroformio (CHCl3) è stato, dalla metà dell'800 per circa un secolo, uno degli anestetici totali più usati, prima che venisse sostituito da farmaci con un indice di sicurezza maggiore per la salute del paziente; tra questi ancora oggi sono ampiamente usati per gli stessi scopi, molecole dalle proprietà simili al cloroformio, ma dotate di scarsissima tossicità come l'alotano, l'enflurano e il metossiflurano, tutti contenenti uno o più atomi di cloro. Prima dell'avvento di barbiturici prima e delle benzodiazepine poi, il cloralio idrato, noto più semplicemente come "cloralio", era stato uno dei farmaci ad azione tranquillante più diffusi.

Molti composti anti-fungini, importanti perché tra le poche molecole oggi disponibili esplicanti quest'azione terapeutica, contengono atomi di cloro nella loro struttura, tra questi il ketoconazolo, il clotrimazolo e il miconazolo.



Altri farmaci che contengono cloro

Altri farmaci che contengono cloro sono elencati nella tabella che segue:

PRODOTTO APPLICAZIONE
Clorociclizina Antistaminico
Clordiazepossido, Cloropromazina Tranquillante
Suriclone Tranquillante
Zopiclone Tranquillante
Clorfeniramina Antistaminico
Carbinossamina Antistaminico
Buclizina Antistaminico
Clobenfural Vasodilatatore coronarico
Clobutinale Antitosse (elimina la tosse)
Clometacina Analgesico (antidolorifico)
Clonazepam Anticonvulsivo (previene le convulsioni)
Clorindione Anticoagulante (riduce la coagulazione sanguigna)
Clorprenalina Broncodilatatore
Clospirazina Antipsicotico (trattamento di disturbi psicologici)
Mitotane Antitumorale
Clorotiazide, Furosemide Diuretici
Acido etacrinico Diuretico
Clorotrianisene Ormone
Clomifene Ormone
Clormadinone acetato Ormone
Clorpropamide Ipoglicemizzante (usato nella cura del diabete)
Dicloroisoproterenolo Antiipertensivo (diminuisce la pressione arteriosa)
Fenossibenzamina Antiipertensivo
Bupropione Tranquillante
Clorgilina Tranquillante
Indometacina Antiinfiammatorio
Cloxacillina, Dicloxacillina Antibiotici
Ciclofosfamide Antitumorale

Alcuni derivati inorganici del cloro, come cloruro di sodio (NaCl), cloruro di potassio (KCl) e cloruro di calcio (CaCl2) sono usati da tempo come componenti dei familiari integratori salini oggi in commercio, mentre il clorato di potassio (KClO3) in soluzioni diluite (collutorio) o come componente di compresse è utilizzato come antisettico del cavo orale, per curare ad esempio il comune mal di gola. Di importanza ormai solo storica è il calomelano, nome "triviale" usato per indicare il cloruro mercuroso (Hg2Cl2), uno dei primi ed inizialmente unici rimedi contro il Treponema pallidum, agente eziologico della sifilide grave malattia che fino alla fine del '400 mieteva numerosissime vittime durante devastanti epidemie fino a quando il famoso medico ed alchimista svizzero Theophrast Bombast von Hohenheim, meglio noto come Paracelso, ne introdusse per primo l'utilizzo a scopi terapeutici per combattere una dilagante epidemia di sifilide scoppiata a Basilea (Svizzera) nel 1527; il suo uso proseguì addirittura per altri cinque secoli fino a quando ai primi del '900 venne del tutto abbandonato per i troppi effetti collaterali legati alla presenza dello ione mercuroso.