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Alimentazione sicura

Nel campo alimentare i composti organici ed inorganici contenenti cloro giocano un ruolo fondamentale. Già si è accennato al fatto che il 96% dei prodotti chimici impiegati nella protezione delle colture contiene nella sua struttura molecolare almeno un atomo di cloro.
Rese eccellenti nei raccolti non servirebbero a nulla se poi il cibo non potesse essere conservato in maniera idonea; anche in questo le materie plastiche realizzano a pieno tale scopo: esse sono totalmente compatibili con gli alimenti che sono destinati a contenere, sono dotati di buona resistenza ed impermeabilità escludendo di fatto l'alimento da ogni contatto con l'esterno, mantengono intatte per lunghi periodi di tempo la freschezza e le qualità organolettiche dell'alimento, sono leggeri consentendo l'approntamento di confezioni di basso peso e di conseguenza facilitando il trasporto di un elevato numero di confezioni da e verso luoghi posti a distanza di centinaia e migliaia di chilometri; negli ultimi 20 anni il packaging infatti si è alleggerito di più dell'80% al punto che un comune sacchetto per alimenti viene a pesare oggi meno di 10 grammi.

Le resine PVDC (polivinilidencloruro) per il loro elevatissimo effetto "barriera" sono tra le più utilizzate per la fabbricazione di involucri destinati al confezionamento degli alimenti. Composti a base di cloro vengono altresì impiegati per l'igiene delle confezioni alimentari in quanto capaci di uccidere i batteri che causano malattie che comunemente si trasmettono attraverso il cibo come la salmonella, il colibacillo ed il campylobacter.

E' secolare invece la pratica della "salatura" per la conservazione degli alimenti, che consiste nell'aggiungere del sale da cucina, cloruro di sodio, agli alimenti per favorirne la conservazione per lunghi periodi di tempo; questa tecnica, ancor oggi praticata specie nei paesi più poveri del mondo, è utilizzata specialmente nel caso di carni e pesce. Il cloruro di sodio aggiunto all'alimento ne provoca la disidratazione (perdita di acqua) così da prevenire la crescita di batteri e muffe che ne avrebbero provocato la degradazione.

Le materie plastiche derivate da composti organoclorurati sono compatibili per contenere alimenti e preservarne di conseguenza la freschezza e rallentarne la degradazione. Grazie a tali materiali i cibi possono essere conservati molto più a lungo ed essere trasportati in luoghi posti a notevole distanza dal sito di raccolta o trasformazione degli stessi alimenti. La leggerezza dei materiali usati per lo stoccaggio e il confezionamento inoltre consente il trasporto di masse considerevoli di alimenti.