gioca e vinci!












test appunti

Per la Natura

Derivati organici contenenti cloro entrano nella costituzione di materiali usati per la salvaguardia dell'ambiente e del territorio ed anche per la costruzione di strutture abitative e non di pubblica utilità. Ne sono un esempio i cosiddetti "geosintetici", ovvero prodotti ad alta tecnologia impiegati nella soluzioni di molteplici problematiche in campo edile e non solo. I geosintetici difatti sono diventati una componente essenziale e strutturale e si applicano in diversi settori come la costruzione di viadotti, strade, gallerie, aeroporti, linee ferroviarie, bonifica dei siti, discariche, stabilizzazione o rinforzo di materiali franosi, impermeabilizzazione e drenaggio di terreni paludosi, consolidamento di edifici, etc. Le ragioni di questo rinnovato interesse verso i geosintetici sono da ricondurre ai recenti orientamenti della politica ambientali tesi a utilizzare materiali sempre più ecologici al fine di ottenere una migliore qualità e difesa dell'ambiente. I geosintetici sono costituiti da una vasta gamma di polimeri a diversa costituzione chimica, tra cui PVC, polietilentereftalato (PET), polietilene clorato e polietilene clorofosfato. I geosintetici si suddividono a seconda della composizione, della geometria, delle caratteristiche meccaniche e della funzione da svolgere in diverse categorie: a) geotessili, sono teli costituiti da fibre polimeriche, tessute tra loro o saldate meccanicamente o termicamente; b) geogriglie, sono materiali polimerici a forma di griglia le cui proprietà variano secondo la geometria e le dimensioni delle stesse griglie; c) geomembrane, sono fabbricate in forma di fogli a diverso spessore ed area superficiale e secondo le proprietà meccaniche si distinguono in plastomeriche ed elastomeriche; le geomembrane sono costituite da un materiale resistentissimo e dotato di un alto grado di adattamento e vengono utilizzate per raccogliere e proteggere il "bene" acqua: vengono difatti impiegate per impermeabilizzare dighe, bacini idrici, canali e serbatoi; visto il loro alto grado di impermeabilità all'acqua le geomembrane vengono anche utilizzate per evitare che liquami fuoriescano da bacini di contenimento, vasche per rifiuti solidi urbani, vasche per rifiuti industriali e discariche così da contaminare l'ambiente circostante con i facilmente ipotizzabili danni all'ecosistema; infine sono impiegate per proteggere opere pubbliche quali gallerie stradali e ferroviarie da pericolose infiltrazioni di acqua da falde acquifere; d) geodeti, sono strutture reticolari opportunamente trattate per resistere agli agenti atmosferici, vengono fabbricate con diversi intrecci a formare reti con proprietà differenti secondo la geometria delle maglie; e) geocelle, sono manufatti caratterizzati da una struttura a nido d'ape ed utilizzate per il contenimento del terreno superficiale, anche per le geocelle la variazione della dimensione e della geometria del disegno strutturale che le costituiscono influenzerà le proprietà meccaniche finali del prodotto; f) geostuoie, costituite da un insieme di lunghi filamenti di materiale polimerico.

L'uso in contemporanea di più tipi di geosintetico dà origine ai cosiddetti "geocompositi", utilizzati per la risoluzione di problematiche nel campo edile come drenaggi, impermeabilizzazioni, filtrazioni, rinforzi e protezioni. Il rinforzo del terreno è applicato soprattutto per lavori stradali e per la sistemazione di scarpate e pendii, svolgendo una funzione di consolidamento profondo del terreno stesso; il drenaggio è effettuato principalmente in opere di sostegno e in siti di discarica e tali opere sono associate a strutture per la captazione e l'allontanamento delle acque, allo scopo di impedire che acque reflue accumulatesi negli interstizi di una costruzione vengano a generare una pressione via via crescente in grado di minare l'integrità strutturale della costruzione stessa; la filtrazione viene attuata mediante geotessili sulle acque proveniente dal drenaggio per raccogliere i materiali più fini; la protezione, stabilizzazione e controllo dei fenomeni erosivi del suolo sia ad opera di incanalazioni fluviali sia di versanti interessati da opere di risanamento post incendi o eventi franosi è effettuata mediante la ritenzione del terreno vegetale utilizzando le geostuoie.

Le barriere di contenimento che, in caso di fuoriuscita accidentale da navi o container, impediscono al petrolio di disperdersi nell'ambiente circostante sono realizzate con materie prime a base di derivati del cloro, essendo le stesse dotate di un elevato grado di impermeabilità non solo agli idrocarburi, ma alla maggior parte dei solventi organici.

In molti paesi del mondo come Stati Uniti, Svizzera e Svezia sali contenenti cloro, e più precisamente il tricloruro ferrico (FeCl3) e il tricloruro di alluminio (AlCl3), sono utilizzati per l'abbattimento dei fosfati contenuto nei liquami di scarichi civili e industriali. I fosfati sono infatti estremamente pericolosi in quanto sostanze capaci di stimolare la crescita di microrganismi e alghe e spesso causa di una proliferazione incontrollata di mucillagini, quale è da vedere in molti mari nel periodo primaverile ed estivo. Il tricloruro ferrico e il tricloruro di alluminio sono ottimi agenti flocculanti, vale a dire sono in grado di far precipitare i fosfati dalle acque che li contengono portandoli a galleggiare sulla superficie della stessa da cui possono essere separati per semplice filtrazione. I cloruri a loro volta sono poi facilmente separabili dal resto delle acque reflue. Questo sistema è stato sperimentato anche in Italia con risultati eccellenti ottenuti nel trattamento dei liquami provenienti dagli scarichi degli agglomerati urbani della riviera romagnola.