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Dal microsolco al CD
La musica è divenuta storicamente un fenomeno insieme planetario e individuale: tutti possono ascoltarla e ciascuno può scegliere il genere che vuole: questo perché grazie alle materie plastiche e alla loro versatilità ci sono gli strumenti per farlo.
I primissimi supporti per composizioni musicali (i 78 giri) avevano sulla loro superficie microsolchi delicati e facilmente deteriorabili ed imponevano ascolti quasi rituali usando apparecchiature ingombranti (i grammofoni): siamo negli anni '20. Tutto viene rivoluzionato alla fine degli anni '50, inizio anni '60, quando arriva il 45 giri, più piccolo del 78 giri, costruito in PVC di alta qualità che si ascolta con il "mangiadischi" che rapidamente si diffond tra la popolazione giovanile dell'epoca e proprio grazie ai 45 giri (che passeranno alla storia come "vinile") la musica si trasforma e diviene un elemento caratterizzante la cultura giovanile dell'epoca. Il merito va ascritto anche al PVC perché proprio questo materiale plastico ha consentito di realizzare dischi leggeri e resistenti e apparecchi di riproduzione del suono altrettanto affidabili e maneggevoli, ed anche, perché no, vivacemente colorati ed allegri, proprio in linea con lo spirito di quegli anni. Ai 45 giri ben presto si affiancano i 33 giri, o Long Playing (o più semplicemente LP) sempre realizzati in PVC, la cui grandezza consentiva di ascoltare ben più della singola canzone per facciata caratteristica dei 45 giri.
La seconda "rivoluzione" nel campo musicale avviene con l'introduzione delle musicassette: i nastri musicali (in poliestere o poliammide rivestiti di ossido di ferrocromo) trovano ben presto grande diffusione perchè occupano poco spazio, sono molto pratici e capaci di registrazioni di alta qualità. Il "mangianastri" per ascoltare le musicassette ha portato al massimo lo sfruttamento della tecnologia di miniaturizzazione dei circuiti (a base di cloruro di silicio) e dei supporti fino ad arrivare al walkman in cui raggiunge la propria espressione più perfezionata.
Sotto il profilo della fedeltà e della qualità di registrazione e di riproduzione è con la terza "rivoluzione", quella del compact disc (o più semplicemente CD) e dei lettori ottici che si sono avuti i migliori risultati. Il CD è un disco di policarbonato metallizzato, rivestito di materiale riflettente, in genere alluminio, più resistente al deterioramento rispetto ai dispositivi precedenti, con qualità di riproduzione migliore e capacità più elevate. La fabbricazione di un CD è poi relativamente semplice, in quanto una massa di policarbonato fuso a 300 °C viene introdotta sotto una forte pressione in una macchina che lo trasforma in un disco di plastica e contemporaneamente ne imprime la matrice dei piccolissimi solchi che, ricoperti da un metallo per renderli riflettenti, verranno poi letti dal raggio laser del lettore ottico. Tutto il processo dura solo 4 secondi e questo dà un'idea di quale sia la produzione giornaliera, in termini di numeri, di dischi (circa 650.000). Il CD è oggi il più diffuso supporto di suoni e di immagini (fisse o in movimento), al punto che il classico "vinile" è ormai stato messo fuori produzione ed è divenuto solo un pezzo da "collezione". In vent'anni, da quando è stato inventato ne sono stati realizzati più di 30 miliardi di esemplari, che messi l'uno accanto all'altro formerebbero un nastro scintillante di 3.600.000 chilometri: otto volte la distanza fra la terra e la luna.
La plastica dunque ha letteralmente trasformato nel giro di pochi decenni non solo il modo di ascoltare la musica ma anche quello di farla.
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